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La trombosi è la principale causa
di mortalità e morbidità dei paesi occidentali
ed è definita come malattia multifattoriale causata dall'interazione
di diversi fattori di rischio che portano all'alterazione dell'equilibrio
tra fattori procoagulanti attivati e fattori anticoagulanti
in favore dei primi.
La trombosi può essere arteriosa o venosa;
la prima è normalmente la complicazione di una lesione
vasale (ateroma) con la formazione di un trombo ricco in piastrine
che determina infarto miocardico acuto, ictus cerebrale, occlusione
delle arterie periferiche; la seconda è caratterizzata
da trombi di grosse dimensioni e ricchi in fibrina in sedi a
basso flusso e pressione e si manifesta come trombosi venosa
profonda, embolia polmonare o rare trombosi in vene cerebrali,
mesenteriche e retiniche.
In assenza di carenze congenite, la trombosi
si sviluppa in persone anziane con concomitante aumento dei
fattori di rischio ambientali. Al contrario la trombofilia è
associata con giovane età d'insorgenza, familiarità
positiva, minor stimolo ambientale, trombosi in sedi inusuali,
tendenza alle recidive. La trombofilia ereditaria è definita
come la tendenza geneticamente determinata allo sviluppo di
tromboembolismo venoso. Per quanto riguarda la trombosi arteriosa,
non vi sono evidenze certe di cause genetiche che giustifichino
l'insorgenza in età giovanile. Per tale motivo sono in
corso diversi studi, anche presso il nostro Centro, volti a
chiarire l'importanza del patrimonio genetico, soprattutto nello
sviluppo di infarto
miocardico giovanile.
Esistono inoltre malattie trombotiche che coinvolgono
il microcircolo, quali la Porpora
Trombotica Trombocitopenica (TTP), oggetto di studio
nel nostro Centro.
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