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Il trattamento dell'emofilia, fino al 1985, consisteva
nell'infusione di concentrati di fattori della coagulazione
estratti dal sangue di numerosi donatori senza prevedere alcun
trattamento di in attivazione virale. Questo ha fatto sì
che molti pazienti emofilici siano stati infettati con il virus
dell'epatite C (HCV) e un considerevole numero sia stato infettato
anche con il virus dell'immunodeficienza acquisita (HIV). Dal
1985 in poi è stata introdotta la procedura di inattivazione
virale di questi emoderivati mediante calore e non si è
più registrato alcun caso di infezione virale con HIV
o HCV nei pazienti emofilici.
Oggi, con i farmaci antiretrovirali, la qualità
e le aspettative di vita dei pazienti emofilici con HIV sono
simili a quelle dei pazienti HIV-negativi. Questo miglioramento
ha permesso a coppie HIV-discordanti (paziente emofilico con
HIV la compagna HIV-sieronegativa) di avere un figlio senza
esporre la donna e il figlio al rischio di infettarsi.
La procedura a cui si fa ricorso è piuttosto
semplice e consiste nella filtrazione dello sperma per eliminare
le cellule HIV-infette e nel lavaggio degli spermatozoi per
eliminare il virus residuo presente nel plasma seminale. Questa
tecnica di preparazione seminale viene definita come lavaggio
seminale (sperm washing). Verificata l'assenza di contaminazione,
gli spermatozoi possono essere utilizzati per un'inseminazione
intrauterina od una fertilizzazione extracorporea.
E' possibile quindi offrire un servizio
di assistenza riproduttiva alle coppie HIV-discordanti afferenti
ai diversi centri emofilia in Italia e desiderose di avere dei
figli. Questo prevede una consulenza che avrà una scadenza
mensile durante la quale, in presenza del medico ematologo responsabile
(Prof.ssa Peyvandi)
e del ginecologo saranno affrontate approfonditamente tutte le tematiche inerenti
le possibili procedure per una eventuale fecondazione assistita.
La nascita di un servizio di assistenza riproduttiva rivolto
a fornire ai pazienti emofilici il supporto necessario nell'ambito
della procreazione assistita sarà possibile grazie all'aiuto
dell'AICE
e della Fondazione Paracelso.
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